mercoledì 1 aprile 2026

Il Diario di un Campione Inaspettato

 Il Diario di un Campione Inaspettato

Rovereto - Arco, 28 Ottobre – 1 Novembre 2004

L’Inizio della Maratona

Sono le 4:15 del mattino e ho appena tirato giù la serranda del Romy's Pub di Rovereto. Mentre la città dorme, io ho ancora l’odore del fritto addosso e il calore della cucina nelle vene. Stanotte è stata un'invasione: ho perso il conto di quante pizze, bruschette e piadine ho sfornato. Le mie mani si muovevano da sole tra i panini farciti e i cestelli della friggitrice carichi di patate fritte, crocchette e chele di granchio.

Mentre calavo il fritto misto nell’olio bollente, la mia testa era già ad Arco. Ripassavo le varianti, le aperture, le trappole sulla damiera da 100 caselle. Molti pensano che la dama sia un gioco calmo, ma per me è come la linea della cucina al sabato sera: devi essere veloce, preciso e non puoi permetterti di sbagliare un ordine. Ora carico la borsa in macchina. Non dormo, ma vado a giocarmi il Campionato Italiano.

Il Soldato della Notte

Dal 28 ottobre al 1 novembre, la mia vita è stata un fuso orario folle. Di notte "lavoravo in cucina" al Romy's Pub, di giorno "soldato" della dama internazionale al casinò di Arco. I miei avversari arrivavano riposati, io arrivavo con le occhiaie e i riflessi d'acciaio temprati dal lavoro sodo.

Il momento decisivo è arrivato contro il favorito, il Veronese. Lui aveva due punti di vantaggio e sapeva che ero esausto. Ha cercato di "incasinare" il gioco, allungando la partita per sfinirmi. Siamo rimasti lì per cinque ore estenuanti. Ma lui non sapeva una cosa: chi sopravvive ai turni di notte in una cucina che scoppia, non ha paura della fatica. Quando la vista mi si appannava, mi davo un pizzicotto e tornavo lucido. Alla fine, ho visto il varco. Ho piazzato un tiro vincente chirurgico. Un pareggio che, per i criteri dello scontro diretto e del quoziente, mi ha incoronato Campione.

Il Significato più Profondo

Mentre stringevo quella coppa tra le mani, il mio pensiero non è andato alla gloria, ma a una data che mi portavo dentro come una ferita aperta: il 31 ottobre.

Esattamente un anno fa, il 31 ottobre 2003, se ne andava la mia mamma, Giuliana. Per tutto il torneo ho sentito la sua presenza accanto a me, tra il vapore della cucina e il silenzio della sala da gioco. Questa vittoria non l'ho cercata per me stesso. L'ho cercata per lei, per onorare il suo ricordo nel primo anniversario della sua scomparsa.

Il Ritorno al Romy's

Oggi è il primo novembre. Sono tornato nel mio regno, in cucina. La coppa brilla vicino alla piastra delle bruschette. I colleghi e i clienti mi guardano increduli: "Ma come hai fatto, Diego? Hai lavorato tutte le notti!".

Sorrido e ricomincio a preparare le comande. La risposta è semplice: la vera forza non viene dai muscoli riposati, ma dal cuore. Ho dimostrato che si può essere un campione anche con le mani che sanno di cucina, se hai una promessa da mantenere.

Questa vittoria è per te, mamma Giuliana. Ce l'abbiamo fatta.

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