martedì 29 settembre 2026

Mai piu manovre militari sul nostro territorio

 

 Notizia da: L'Adige 29 settembre 2026

Mori Una mozione per salvaguardare centri abitati e siti storici della memoria

«Mai più manovre militari
nel nostro territorio»

Cristiano MoiolaMORI - «Mori non diventi un campo di addestramento alla guerra». È questo il senso della mozione depositata in Comune dai consiglieri di minoranza di centrosinistra Mura, Ciaghi, Barozzi, Romani e Marchiori, che chiedono all'amministrazione di assumere una linea precisa sul tema delle esercitazioni militari e delle simulazioni belliche sul territorio comunale. La proposta è quella di introdurre un divieto formale e permanente della pratica del soft air, delle esercitazioni militari e di qualsiasi simulazione bellica, con particolare riferimento ai centri abitati, alle aree ambientali e ai siti storici della memoria, come Nagià Grom, Asmara, Creino e Faé.La mozione arriva dopo quanto accaduto nei giorni dell'8 e 9 settembre, quando un gruppo di militari dell'Esercito italiano, provenienti da Verona, aveva svolto un addestramento prima alle trincee del Nagià Grom, a Manzano, e poi nell'area delle fortificazioni dell'Asmara, sopra Ravazzone. In quell'occasione diversi residenti avevano udito raffiche e spari a salve provenire dai boschi, alcuni fino alla statale, tanto da contattare le forze dell'ordine. Il sindaco Mazzucchi aveva spiegato di essere stato informato dell'arrivo dei militari soltanto la sera precedente e di avere successivamente contattato l'esercito chiedendo di ridurre le attività e di non utilizzare più luoghi come quelli per le esercitazioni.Proprio l'episodio di settembre viene indicato dai consiglieri come la dimostrazione della necessità di una scelta definitiva. «Non è in alcun modo accettabile che il territorio comunale venga impiegato per simulazioni di combattimento all'insaputa dell'amministrazione locale e della comunità», scrivono nella mozione, chiedendo che vengano garantiti anche tutti i passaggi necessari a informare preventivamente la cittadinanza. Per la minoranza, però, la questione non riguarda soltanto il preavviso o le modalità con cui le esercitazioni sono state organizzate, ma soprattutto i luoghi scelti. Nella mozione Nagià Grom e Asmara vengono definiti «siti archeologici e luoghi della Memoria della Prima Guerra Mondiale», recuperati grazie al lavoro dei volontari e frequentati ogni anno da scuole, residenti e visitatori. Per i consiglieri sono «anticorpi civili e culturali contro ogni deriva bellicista» e utilizzare questi spazi «come scenografia per esercitazioni militari o simulazioni belliche» rappresenterebbe uno sfregio alla memoria delle vittime e al significato assunto da quei luoghi. La richiesta viene quindi estesa non soltanto alle Forze Armate, ma anche alle attività di soft air che, secondo i consiglieri, si svolgerebbero episodicamente nel corso dell'anno, in alcuni casi senza autorizzazione. La mozione chiede al sindaco e alla giunta di attivarsi presso il Commissariato del Governo e la Questura di Trento affinché «non vengano rilasciate autorizzazioni o nulla osta per future esercitazioni militari o simulazioni di combattimento sul territorio del Comune di Mori».L'obiettivo è evitare che in futuro il territorio moriano venga nuovamente utilizzato per attività di addestramento di questo tipo. I cinque consiglieri chiedono poi che la vicenda venga portata formalmente in Consiglio comunale. Nella prima seduta utile il sindaco e la giunta dovrebbero riferire, secondo la mozione, con una relazione dettagliata sulle «comunicazioni ricevute, le procedure seguite e le azioni intraprese» in relazione agli episodi di settembre e a quelli precedenti. La minoranza vuole quindi conoscere non soltanto come sia stato possibile l'arrivo dei militari senza un'informazione preventiva all'amministrazione, ma anche quali contatti siano intercorsi successivamente con l'esercito e quali garanzie siano state ottenute per il futuro. Il documento, datato 21 settembre, Giornata internazionale della pace, dovrà ora arrivare in Consiglio comunale. Sarà quindi il Consiglio a dover discutere la richiesta di introdurre un divieto permanente sul territorio comunale e la posizione dell'amministrazione sulla possibilità di future esercitazioni militari nelle aree del Nagià Grom, dell'Asmara e negli altri siti della memoria.


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